Terra. Terra bionda, terra colore del caffè. Striata, graffiata, segnata o terra morbida. Ma sempre terra. Solida, ferma, immobile.
Questo è il regno dell’uomo.
L’uomo è creatura terrestre e calca la terra. Da qui il suo punto di vista, il suo modo di vedere il mondo e misurarlo.
Ma l’uomo sulla costa guarda al mare.
La terra è sua, sua casa e sua condanna.
Il mare è la sua ossessione.
E’ risposta a domande di secoli. E’ infinito, è quello che l’uomo non sarà mai.
Ma ai sogni non è permesso rinunciare.
Ecco allora che l’uomo della costa costruisce barche. Barche fatte di legno e aspirazioni, tavole e idee inchiodate con l’impulso a scoprire. |
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Questo è l’uomo.
E a volte metter la barca in acqua è la parte più difficile. Non è un solo gesto ma un fardello di domande e dubbi. Poi il sale soglie la crosta dei dubbi e il legno scorre liscio sulle onde.
Si è riusciti qui a metter la barca in acqua. Ora restano solo le avventure. O disavventure che siano. Ma tornando di qui, in questa Itaca, vi si racconterà di cosa si è trovato in quel mare.
Intanto il legno è in acqua.
Cameramak, originariamente creato da Marco Cuoghi e Alessandro Camerra per necessità di trovare una diversa prospettiva alla quotidianità.
La ricerca del bello, ma non del bello come D'Annunzio o Wilde, non andiamo in cerca di un qualcosa di superiore per un èlite, del bello ne parlano in "American Beauty", il bello anche delle cose piccole, delle cose semplici, le cose di tutti i giorni che viste sotto un ottica semplicemente non consueta possono trasformarsi in "opere d'arte". |
| Ad oggi non possiamo più definirlo gruppo, Cameramak non ha confini fisici legati e persone o cose, Cameramak è chi supporta o aiuta le idee sballate di due 24enni che sono ancora alla ricerca. |
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