Faccio notare che e’ voluta la “e” non accentata! ![]()
Hola an otra vez a todos, non preoccupatevi non ho imparato lo spagnolo!!
Dove sono, beh ad oggi abbiamo passato ufficialmente le mesetas, si quelle interminabili altipiani deserti dove non si riesce mai ad andare avanti e dove ci si sente un po’ disperso…beh ho voluto dare l’idea lasciando un po’ deserto anche il blog!
Ieri siamo arrivati a Leon, una citta’ fantastica e anche dopo il quasi 40 km gia’ fatti non ho resistito e sono andato a fare un giro per le vie e le chiese!
Ma partiamo dall’inizio, ci siamo lasciati a Burgos, una citta’ alquanto insolita, elogiata non poco nella guida, ma in realta’ non ho trovato tanto sfarzo e prestigio.
Da li a Leon, quasi 200 km son stati percorsi e molte emozioni ha portato il viaggio.
Saliamo la prima mesetas, allora fate conto di salire su di una montagna e da li a perdita d’occhio veder tutto piano, grazie alla stagione abbiamo trovato pure tutto verde, il vento freddo che ti soffia contro e il sole che cerca di riscaldare un po’, li in mezzo al niente e a nessuno, ti senti un Dio, 20 km che mi hanno praticamente asportato il cervello e che mi hanno fatto credere di essere padrone del mondo…si lo so che sembro un esaltato ma e’ stata un’emozione fortissima.
Di li in avanti si prosegue per una serie di paesini piu’ o meno abitati che sopravvivono praticamente solo per il cammino e per il poco di storia che conservano (per modo di dire), si va avanti e avanti, il paesaggio cambia sempre ma sembra di essere appena dentro un tunnel e si vuole uscirne.
Qui anche il caldo (non quello che ci sara’ a luglio per fortuna) ha contribuito a rendere piu’ pesante l’atmosfera, in piu’ un paio di giorni ho avuto a che fare con le vesciche che mi hanno fatto patire la mia parte di pena per il cammino, ma lo si sapeva gia’ dall’inizio e quindi si va avanti.
E ecco che arriva la parte dura, son 17 km o poco piu’ in pratica, dove non c’e’ assolutamente niente, la giornata era grigia percio’ nemmeno punti di riferimento in lontananza, male alle vesciche, la guida indica alcuni punti di riferimento :”alcuni pioppi, tre ruscelli qua e la, e dopo aver incrociato la strada per Bustillo del Paramo, due querce isolate che distano tra loro 3,5 km”, ok ci son anche 2 capannoni e un chioschetto di bibite, ma vi giuro che in mezzo al nulla piu’ assoluto, ci si sente persi, le case e gli alberi si vedono da km prima ma non si riesce mai a raggiungerli, si abbassa lo sguardo per non vederli, dopo un pezzo lo si rialza speranzosi, ma si scopre che son ancora li’ all’orizzonte, alla fine ho preferito guardare direttamente il terreno, il sentiero sassoso sembrava meno monotono del paesaggio. Finito sto passaggio che come km non son neanche tanti ma han messo a dura prova la psiche io e Federico ci siam concessi un piatto di carne e patate per recuperare le forze.
Ora in lontananza ci son numerose montagne (innevate), una delle quali da attraversare nei prossimi giorni, ,ma ormai di strada ne e’ stata fatta, e non mi preoccupo piu’ di niente.
La meta’ e’ passata, ora comincia il conto alla rovescia.
Un saluto da un paesino disperso nel mondo a presto!!