Ieri ci (ormai abbiam fatto gruppo) siamo fermati a Foncebadon, un paesino (chiamarlo paesino e’ gia’ un accrescitivo) in cima al monte piu’ alto del cammino, a pochi km dalla famosa “Cruz de Hierro” (non occorrono traduzioni immagino) beh siccome ieri pomeriggio avevo tempo son andato a fare un salto alla famosa croce per vederla un po’ in tranquillita’ (infatti stamattina c’era il mondo!!).
Son arrivato sopra al monte poi ho seguito la strada e cosa ho trovato? La cruz de hierro, ma non come l’hanno fatta sempre vedere i giornali e le riviste, quando ci arrivi veramente ti accorgi che e’ solo un palo con in cima una croce di ferro e una montagna di pietre a lato, c’e’ pure la strada asfaltata che ci passa a fianco, una chiesetta e un’area pic-nic, insomma una cosa completamente differente! Ma non mi son scoraggiato, sono salito sulla montagna di sassi portati da chissa’ quante persone e mi sono seduto sotto.
Sono rimasto diverso tempo li ad aspettare, ad aspettare la magia del luogo, poi mi son reso conto che quella montagna di sassi rappresenta cos’e’ il cammino, cioe’ non e’ il posto speciale, non e’ la strada che e’ speciale, non solo i sassi speciali e nemmeno le citta’ che attraversiamo, non so nemmeno se Santiagooo come meta sia cosi’ speciale, ma dopo una buona ora passata sulla cima della croce ho capito che qui son speciali le cose che fanno vivere il cammino, gli ostelli dove le persone si riuniscono, le leggende che son racchiuse nel cammino, i racconti e soprattutto le persone, qui in particolare le persone son diverse, probabilmente perche’ l’hanno scelto o perche’ qui hanno piu’ tempo qui tutti son disponibili e si cerca di andare d’accordo tutti insieme.
Qui l’unica cosa che siamo “obbligati” a fare e’ camminare il resto e’ tutto un regalo che ci viene dato!
07 mag , 2009 at 15:58
il regalo più grande è aver capito quanto tutto questo sia prezioso!
un caro saluto.