Salve,
come ogni avventura da manuale ci si aspetta un finale e non volevo essere da meno. Quindi….
sono ritornato a casa.
Ieri mi sono alzato dal letto (di casa mia) son andato in bagno mi son lavato la faccia e mi sono guardato allo specchio, eccomi qui, nello stesso punto di 35 giorni fa, nulla è cambiato o così sembra, ho qualche ricordo vago di questi ultimi giorni, ma a pensarci bene sembra sia solo un sogno che non riesco a focalizzare bene, forse è stato solo un bellissimo sogno, torno in camera e vedo le due credenziali coperte da una marea di timbri, ogni timbro racchiude qualche emozione, ogni timbro si porta con se un ricordo, ma a guardarli bene son solo timbri.
Il “Cammino” una linea tra due punti, un susseguirsi di persone verso una città splendida, ma cosa è il “Cammino”?
Cosa mi ha dato il Cammino?
Perchè sono qui seduto e non riesco a rialzarmi? Tutte le forze utilizzate nei giorni passati per camminare son improvvisamente scomparse, e ora sono stanco.
E’ brutto e anche troppo facile dire che questo è un altro mondo, un mondo dove non si può spiegare il Cammino, dove le cose vengono fatte spesso con superficialità e poca passione. Alle domande degli amici e parenti non so rispondere, l’entusiasmo che c’era resta solamente in me, le parole escono lente e poco precise, non riesco a riprodurre la stessa atmosfera.
Sono triste, beh un po’ si, il Cammino ti da molte emozioni, ma spesso non da le risposte che stai cercando, anzi ti carica di altre domande e mille angosce, e allora come mai tutti son così felici di essere nel Cammino, non si può spiegare, ne in poche parole e nemmeno in 100 anni.
Il ritorno alla realtà è duro, le cose che hai lasciato a casa ritornano a valanga e tu non hai il tempo di realizzare di essere qui, dove tutto (o quasi) è più difficile, dove il modo in cui ti vesti dice che persona sei, dove anche se non me ne frega niente qualcuno mi viene a raccontare la moda di quest’anno, dove neanche più camminare ha lo stesso significato.
E’ un finale un po’ malinconico? Non ci posso fare niente, purtroppo questa non è una favola o un sogno come ho continuato a ripetere, questa è la realtà, semplice e cruda.
Non voglio tornare indietro, voglio solo pensare al futuro, mi ci vorrà solo un po’ di tempo per tornare anche con la testa, perciò cercate di comprendermi e se mi vedete un po’ svagato o perso nei miei pensieri non fateci caso.
Questa è veramente la fine del Cammino, ora son finiti pure i titoli di coda, un abbraccio speciale a tutti, a presto.
25 mag , 2009 at 18:37
Marco
e una senzazione strana la tua ,ma capita sempre cosi al termine di certi percorsi dai quali si attendono risposte ,certezze.Ti sembra di essere frastornato, perso, di vedere intorno a te , solo cose ,persone ,che si muovono freneticamente senza senso.
ma la vita continua inesorabile e con il tempo ,che ci vorrà ,ti alzerai , ti staccherai ,sopra questo ” caos ” .Dall’ alto riuscirai a distinguere con precisione strade ,boschi ,colline, mari e le stesse persone sembra che rallentino. Allora , ti sara piu chiaro quale sara la tua via. Questo ” cammino ” non è che il primo passo su questa tua personale strada e ti portera ad esplorare nuove sensazioni ed emozioni del quale la vita è piena.
con ammirazione ed affetto ti saluto .
Antonio